martedì 27 settembre 2011

Nei boschi eterni, di Fred Vargas (traduzione di Margherita Botto)

Adamsberg è il commissario più scombinato, assurdo, disorganizzato di tutta Parigi, amato e odiato dai suoi sottoposti, mal sopportato dai suoi superiori, ma decisamente bravo a entrare nelle logiche contorte degli assassini, capace di cogliere uno sguardo sbagliato, di far confessare incalliti assassini con voce suadente ma diretta, e se si arrabbia sono dolori.
Siamo all'interno di un giallo intriso di veleno antico, al limite tra magia e superstizione, tra Parigi e una cupa Normandia, in cimiteri paurosi, in case infestate da fantasmi, tra rapimenti, omicidi e tradimenti. 
Abbastanza per intristire definitivamente Adamsberg, per renderlo ancora più cupo, lupo solitario.
Unica nota di luce Camille, la sua ex fidanzata dalla quale ha avuto un figlio, dolce bimbo notturno per il commissario, che lo vede solo per addormentarlo. Ma anche Camille lo tradisce e dunque tutto torna nell'oscurità e nel dubbio.
Un grandissimo giallo, una prova straordinaria  della nostra amata Fred Vargas, archeozoologa scrittrice.

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